Punti salienti
Cosa vedere nel museo
Una sezione innovativa presenta l'arte contemporanea africana: dipinti, sculture, installazioni di artisti del XX-XXI secolo che rielaborano tradizioni con linguaggi moderni.
Opere di artisti nigeriani, sudafricani, senegalesi, etiopi dimostrano che l'Africa non è solo tradizione ma continente dinamico e creativo.
La sala sulle religioni africane presenta i complessi sistemi di credenze tradizionali: culti degli antenati, divinità della natura, rituali di guarigione.
Scopri il Museo Africano
Il Museo Africano di Verona è uno dei più importanti musei etnografici d'Italia dedicati al continente africano. Fondato nel 1938 dai Missionari Comboniani, l'ordine religioso fondato dal veronese San Daniele Comboni, il museo custodisce oltre 3.000 oggetti provenienti da varie regioni dell'Africa subsahariana raccolti durante oltre un secolo di presenza missionaria in Sudan, Etiopia, Uganda, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e altri paesi. Le collezioni comprendono maschere rituali, strumenti musicali, armi tradizionali, tessuti, gioielli, oggetti di vita quotidiana, sculture lignee che documentano la ricchezza delle culture africane.
Esperienze correlate
Il museo non è solo esposizione di oggetti, ma centro di studio e divulgazione che promuove la conoscenza dell'Africa attraverso mostre temporanee, conferenze, laboratori didattici che combattono stereotipi favorendo il dialogo interculturale.
Storia del museo e della missione comboniana
San Daniele Comboni e la missione in Africa
San Daniele Comboni (1831-1881) nacque a Limone sul Garda, vicino a Verona, e dedicò la vita all'evangelizzazione dell'Africa centrale. Dopo un primo viaggio in Sudan nel 1857, elaborò il suo "Piano per la rigenerazione dell'Africa" che prevedeva la formazione di missionari africani e la creazione di istituzioni educative e sanitarie gestite da personale locale, visione innovativa per l'epoca coloniale. Nel 1867 fondò l'Istituto dei Missionari Comboniani con sede a Verona, e nel 1872 l'istituto femminile delle Suore Comboniane.
Nominato Vicario Apostolico dell'Africa Centrale nel 1877, morì a Khartoum nel 1881. Fu canonizzato nel 2003, diventando il primo santo italiano dedicato all'Africa. I missionari comboniani si diffusero nel XX secolo in molti paesi africani, fondando scuole, ospedali, parrocchie.
Durante la loro attività, i missionari raccolsero oggetti delle culture locali per documentare le tradizioni, studiare le società africane, conservare testimonianze di culture preziose. Questi oggetti, inviati alla casa madre veronese, costituirono il nucleo delle collezioni del museo fondato nel 1938 per far conoscere l'Africa agli italiani e sensibilizzare sulla realtà del continente.
Galleria
Le collezioni etnografiche e l'approccio culturale
Le collezioni comprendono oggetti da Sudan, Etiopia, Uganda, Congo, Kenya raccolti tra fine Ottocento e Novecento. Le maschere rituali delle popolazioni nilotiche e bantu, con forme antropomorfe e zoomorfe, venivano usate in cerimonie di iniziazione, riti funebri, danze propiziatorie. Ogni maschera è contestualizzata nel suo uso cerimoniale, evitando presentazioni esotizzanti.
La collezione di strumenti musicali include tamburi di varie dimensioni, xilofoni, arpe, liuti, flauti che testimoniano la sofisticazione della musica africana. Postazioni interattive permettono di ascoltare registrazioni di musica tradizionale: poliritmie dell'Africa occidentale, canti pigmei, musica etiope. Gli oggetti di vita quotidiana (utensili, armi, gioielli, tessuti) documentano l'abilità artigianale e l'organizzazione sociale delle comunità.
Il museo conserva anche una sezione sulla fauna africana con animali naturalizzati, scheletri, collezioni che documentano la biodiversità. Una sala è dedicata a San Daniele Comboni con oggetti personali, lettere, documenti sulla sua vita e missione, presentato come pioniere del dialogo interculturale.
Il rinnovamento contemporaneo e le attività culturali
Dagli anni '90, il museo ha rinnovato l'approccio espositivo adottando prospettive postcoloniali che valorizzano complessità e dignità delle culture africane, evitando stereotipi primitivisti. Nuove sezioni presentano l'arte contemporanea africana con opere di artisti moderni, le religioni africane spiegate nei loro complessi sistemi di credenze, mostre su temi di attualità come migrazioni e cambiamenti climatici. Il museo sviluppa intensa attività didattica con scuole: laboratori interculturali che insegnano a conoscere l'Africa oltre gli stereotipi, percorsi su arte, musica, letteratura africana, incontri con testimoni africani in Italia.
Durante l'emergenza migratoria, il museo ha intensificato attività di sensibilizzazione spiegando cause economiche, politiche, ambientali delle migrazioni. Oggi collabora con università, centri di ricerca, ONG impegnate in Africa. Organizza conferenze, proiezioni di documentari, presentazioni di libri.
È diventato luogo di incontro per la diaspora africana a Verona: la comunità locale utilizza gli spazi per eventi culturali, celebrazioni che valorizzano le culture africane in Italia.
Come arrivare
🚗In auto
Parcheggi limitrofi, vicino al centro storico.
🚆In treno
Accessibile dalla stazione Porta Nuova con i mezzi pubblici.
🚌In autobus
Parcheggi limitrofi, vicino al centro storico.
✈️In aereo
Navetta e autobus dall’aeroporto Valerio Catullo.