Punti salienti
Cosa vedere nel museo
Le mostre temporanee sono il punto di forza di Palazzo Forti e occupano la maggior parte degli spazi espositivi.
Le esposizioni cambiano più volte l'anno, alternando grandi retrospettive di maestri dell'arte moderna (Impressionisti, Post-impressionisti, Espressionisti, Surrealisti) a mostre tematiche che esplorano specifici aspetti dell'arte contemporanea.
Scopri Palazzo Forti
Palazzo Forti, conosciuto anche come Galleria d'Arte Moderna Achille Forti (GAM), è il principale spazio espositivo veronese dedicato all'arte moderna e contemporanea. Situato in un elegante palazzo rinascimentale nel cuore del centro storico, il museo custodisce una collezione permanente di opere dall'Ottocento al Novecento e ospita importanti mostre temporanee di livello internazionale che hanno portato a Verona capolavori di maestri come Monet, Van Gogh, Picasso, Dalí.
Il palazzo prende il nome dalla famiglia Forti, che lo abitò per secoli, e in particolare da Achille Forti (1878-1937), naturalista e collezionista veronese che donò alla città la sua raccolta d'arte. La collezione permanente comprende dipinti, sculture, disegni di artisti veneti e italiani dell'Ottocento e Novecento, documentando l'evoluzione dell'arte dal Romanticismo al Futurismo, dall'Impressionismo all'Astrattismo.
Esperienze correlate
Gli spazi eleganti del palazzo, con soffitti affrescati e sale storiche, creano una cornice raffinata per l'arte esposta.
Storia del palazzo e della galleria
Il palazzo rinascimentale e la famiglia Forti
Il palazzo fu costruito nel XVI secolo per una famiglia della nobiltà veronese, in uno dei quartieri più eleganti della città vicino alla chiesa di Sant'Anastasia. L'architettura riflette lo stile rinascimentale veneto: facciata con finestre eleganti inquadrate da cornici in pietra, cortile interno con loggiato, sale di rappresentanza al piano nobile decorate con affreschi e soffitti a cassettoni. Il palazzo mantenne nei secoli la sua destinazione residenziale nobiliare.
Nel XVIII secolo, il palazzo passò alla famiglia Forti, ricchi mercanti veronesi che nel corso dell'Ottocento si dedicarono anche all'attività culturale e scientifica.
Il membro più illustre della famiglia fu Achille Forti (1878-1937), botanico, naturalista, collezionista d'arte e filantropo. Achille Forti dedicò la vita allo studio delle alghe (di cui divenne uno dei massimi esperti mondiali), alla raccolta di opere d'arte contemporanea e alla promozione culturale della città.
Achille Forti fu un personaggio singolare: scienziato rigoroso ma anche appassionato d'arte, collezionò sistematicamente opere di artisti italiani suoi contemporanei, frequentò gli ambienti artistici veneziani e milanesi, sostenne economicamente giovani pittori veronesi. Alla sua morte nel 1937, lasciò per testamento la sua collezione d'arte al Comune di Verona con la clausola che venisse esposta pubblicamente nel palazzo di famiglia, creando così il primo nucleo della futura Galleria d'Arte Moderna.
L'istituzione della Galleria d'Arte Moderna
Nel 1938, un anno dopo la morte di Achille Forti, il Comune di Verona inaugurò ufficialmente la Galleria d'Arte Moderna negli spazi del palazzo di famiglia. La collezione Forti comprendeva circa 200 opere tra dipinti, sculture, acquerelli di artisti italiani dell'Ottocento e del primo Novecento: paesaggi veneti, ritratti, nature morte, scene di genere che documentavano l'evoluzione dell'arte italiana dal tardo Romanticismo alle Avanguardie.
Nel corso del XX secolo, la collezione si arricchì grazie a donazioni, lasciti, acquisti del Comune. Vennero acquisite opere di artisti veneti del Novecento, sculture di maestri italiani, disegni e incisioni che ampliarono il panorama cronologico e stilistico della raccolta.
La galleria divenne punto di riferimento per studiosi dell'arte moderna veneta e italiana, con una biblioteca specializzata e un archivio fotografico.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, le opere furono messe al sicuro per proteggerle dai bombardamenti. Il palazzo subì alcuni danni ma le opere d'arte furono salvate. Nel dopoguerra, la galleria riaprì e riprese la sua attività espositiva.
Negli anni '60-'70 del Novecento, Palazzo Forti cominciò ad ospitare anche mostre temporanee di arte contemporanea che presentavano artisti italiani e stranieri, ampliando la sua funzione oltre la semplice conservazione della collezione permanente.
Il rinnovamento e le grandi mostre internazionali
A partire dagli anni 2000, Palazzo Forti ha vissuto una fase di rinnovamento che l'ha trasformato in uno dei principali spazi espositivi del Veneto per l'arte moderna e contemporanea. Importanti investimenti hanno permesso di restaurare gli spazi storici, installare impianti moderni di climatizzazione e illuminazione, ampliare le sale espositive. La collezione permanente è stata riallestita secondo criteri museografici contemporanei.
Il palazzo ha iniziato ad ospitare grandi mostre temporanee di risonanza internazionale organizzate in collaborazione con i più importanti musei mondiali.
Esposizioni dedicate a Monet, Van Gogh, Chagall, Picasso, Mirò, Dalí, Warhol hanno portato a Verona centinaia di migliaia di visitatori, facendo conoscere il museo a un pubblico molto più ampio. Queste mostre blockbuster, pur criticati da alcuni per l'approccio commerciale, hanno generato risorse economiche che hanno permesso di finanziare la conservazione della collezione permanente.
Parallelamente alle grandi mostre, Palazzo Forti ha mantenuto un'attenta programmazione di esposizioni di ricerca dedicate ad artisti meno conosciuti ma significativi, correnti artistiche specifiche, temi trasversali. La galleria organizza conferenze, incontri con artisti, visite guidate tematiche, laboratori didattici per scuole che mantengono viva la sua vocazione educativa. Il bookshop del museo offre cataloghi, monografie d'arte, riproduzioni, gadget artistici.
Come arrivare
🚗In auto
Parcheggi nelle aree limitrofe a Piazza Bra.
🚆In treno
A pochi minuti dalla stazione Porta Nuova.
🚌In autobus
Parcheggi nelle aree limitrofe a Piazza Bra.
✈️In aereo
Navetta e taxi dall’aeroporto Valerio Catullo.