🏰 Monumento: Castelvecchio
📍 Dove: Corso Castelvecchio, 2 – Verona
📅 Costruzione: 1354–1356, per volontà di Cangrande II della Scala
🎨 Oggi: Museo Civico d'Arte con opere di Mantegna, Pisanello, Paolo Veronese e altri
🕐 Orari: Martedì – domenica, ore 10:00 – 18:00 (verificare sempre sul sito ufficiale eventuali cambiamenti)
Un castello che vale molto più di uno sguardo distratto
Lo si attraversa in bici, lo si fotografa dal ponte, lo si usa come sfondo per i selfie. Eppure Castelvecchio è uno di quei monumenti che, a guardarlo davvero, ha sempre qualcosa di nuovo da raccontare. Sette secoli di storia veronese condensati in mura, torri e cortili — con qualche dettaglio che anche i veronesi di lunga data potrebbero non conoscere.
1. Non si è sempre chiamato così
Originariamente il castello si chiamava Castello di San Martino in Aquaro, e assunse il nome di Castelvecchio solo quando la nuova fortezza di Castel San Pietro venne costruita in cima al colle di San Pietro. Il nome che usiamo ogni giorno, in altre parole, è nato per distinguerlo da un edificio costruito dopo di lui.
2. Fu voluto da un signore con un soprannome poco rassicurante
Castelvecchio venne costruito a metà del 1300 dal signore di Verona Cangrande II della Scala, detto "Can Rabbioso" a causa del suo caratteraccio. Un soprannome che la dice lunga sul clima politico dell'epoca — e che aiuta a capire perché il castello fosse progettato anche come rifugio personale contro possibili rivolte interne.
3. Fu costruito anche per fuggire dalla città
Il forte venne fatto edificare da Cangrande II della Scala tra il 1354 e il 1356 al fine di dotare quest'ultimo di una via di fuga verso settentrione, e in funzione difensiva rispetto alle rivolte eventualmente ordite da parte dei cittadini stessi. Il ponte sull'Adige non era un elemento decorativo: era una porta di uscita rapida.
4. Sorge su fondamenta molto più antiche
L'edificio si ergeva sopra preesistenti basamenti risalenti all'epoca romana e al periodo alto medievale, essendovi attestata la presenza della chiesa intitolata a San Martino in Aquaro, da cui proviene l'antico nome dell'edificio. Sotto le pietre medievali, dunque, c'è già Roma.
5. Gli Scaligeri ci governarono per 125 anni
Castelvecchio è il più importante monumento militare della signoria dei Della Scala, dinastia che governò su Verona per centoventicinque anni, dal 1262 al 1387. Un arco di tempo che ha lasciato un'impronta indelebile sull'intera città, non solo sul castello.
6. Nel 1944 ospitò il Processo di Verona
Castelvecchio è celebre anche perché nel 1944 fu sede del Processo di Verona, storico evento che portò alla condanna a morte di Galeazzo Ciano e degli altri gerarchi fascisti che furono determinanti per la deposizione di Benito Mussolini. Un capitolo buio della storia italiana che si consumò proprio tra queste mura.
7. Il Ponte Scaligero fu fatto saltare dai tedeschi — e ricostruito con i suoi stessi pezzi
Nel 1945, ormai quasi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Ponte Scaligero venne fatto saltare dall'esercito tedesco in ritirata, ma venne ricostruito recuperando dal fondo del fiume i materiali originali. Quello che vediamo oggi è quindi, in larga parte, il ponte medievale originale — semplicemente rimontato.
8. I bombardamenti del 1945 distrussero l'ala orientale
Il 4 gennaio 1945, a causa dei bombardamenti degli Alleati, venne distrutta l'ala orientale di Castelvecchio, ricostruita nel 1947 dall'architetto Alberto Avesani. Il castello che oggi visitiamo porta ancora i segni — e le riparazioni — di quella guerra.
9. Il museo fu ripensato da uno dei più grandi architetti del Novecento
L'edificio subì un considerevole restauro alla fine degli anni Cinquanta, al quale collaborarono l'allora direttore Licisco Magagnato e l'architetto Carlo Scarpa, di cui divenne uno degli interventi più completi e meglio conservati, pensato per incarnare l'idea di museo come opera d'arte totale. Il percorso museale progettato da Scarpa è oggi studiato nelle università di architettura di tutto il mondo.
10. Dentro ci sono opere di Mantegna, Pisanello e Paolo Veronese
All'interno del museo è oggi presente una delle più note raccolte d'arte d'Italia, contenente dipinti italiani e stranieri, miniature, gioielli e le storiche campane della città. Tra i nomi più importanti figurano Mantegna, Pisanello e il Bellini. Un museo che, da solo, meriterebbe ben più di una visita frettolosa.