📍 Dove: Stradone San Fermo, Verona (centro storico, vicino al fiume Adige)
🕐 Quando visitarla: aperta tutto l'anno; consigliata la mattina per godere della luce nella chiesa superiore
🎨 Da non perdere: il soffitto ligneo a carena di nave, il Mausoleo Brenzoni con gli affreschi del Pisanello, la chiesa inferiore romanica
ℹ️ Info: ingresso a pagamento; la chiesa inferiore è accessibile dalla navata principale
Due chiese in una, nel cuore medievale di Verona
Ci sono luoghi che raccontano la storia semplicemente stando lì, e la chiesa di San Fermo Maggiore è uno di questi. Affacciata sul centro storico di Verona, a pochi passi dall'Adige, custodisce al suo interno qualcosa di davvero insolito: due chiese sovrapposte, ciascuna con la propria anima, il proprio stile e la propria atmosfera. Una romanica, silenziosa e raccolta, costruita dai benedettini tra il 1065 e il 1143. L'altra gotica, alta e luminosa, ricostruita dai francescani a partire dal XIII secolo. Insieme formano uno dei complessi religiosi più affascinanti e stratificati dell'intera città.
Le origini del luogo sono antichissime: secondo la tradizione, proprio qui, in riva all'Adige, vennero martirizzati Fermo e Rustico il 9 agosto del 304 d.C. Le loro reliquie, dopo un lungo peregrinare tra l'Africa settentrionale, Capodistria e Trieste, tornarono a Verona nel VIII secolo e vennero collocate in una cripta sotterranea. Da quel momento, la devozione popolare trasformò il luogo in uno dei santuari più venerati della città.
La facciata è già di per sé un libro aperto sulla storia dell'edificio: la parte inferiore, in pietra, risale all'epoca romanica; quella superiore, in mattoni di laterizio alternati a conci di tufo, è gotica. Due materiali, due epoche, un'unica armonia. Al centro si apre un portale strombato cui si accede tramite un'alta scalinata, chiuso da una porta bronzea realizzata da Luciano Minguzzi con ventiquattro formelle che raccontano le storie dei santi titolari. Ai lati del portale si trovano due elementi di grande interesse storico: l'arca di Aventino Fracastoro, medico amico di Cangrande I della Scala, e il protiro che un tempo proteggeva l'arca di Giovanni da Tolentino.
Entrando nella chiesa superiore, la prima cosa che colpisce è il soffitto ligneo a carena di nave rovesciata: una struttura eccezionale, a forma di scafo capovolto, che percorre l'intera navata e ospita ben 416 dipinti su tavoletta del XIV secolo raffiguranti una galleria di santi, incorniciati da archetti trilobati. È un capolavoro di carpenteria medievale, sopravvissuto persino all'incendio causato da un bombardamento nel febbraio del 1945.
Lungo le pareti si susseguono cappelle e altari di grande valore. Il Mausoleo Brenzoni, realizzato nel 1426 dallo scultore fiorentino Nanni di Bartolo, è ornato da affreschi di Pisanello che raffigurano la Vergine Annunciata, l'Arcangelo Gabriele e, in alto, gli Arcangeli Raffaele e Michele: una delle testimonianze più preziose del gotico internazionale a Verona. Nella Cappella Alighieri, che prende il nome dagli ultimi discendenti diretti di Dante qui sepolti, si conservano affreschi di gusto francescano e una pala d'altare di Giovanni Battista del Moro.
Da non perdere anche il pulpito in marmo bianco e rosso, opera di Antonio da Mestre completata nel 1396, circondato dagli affreschi coevi di Martino da Verona.
Scendendo alla chiesa inferiore, l'atmosfera cambia radicalmente. L'ambiente romanico, a tre navate con pilastri alternati e volte a crociera, è immerso in una luce soffusa e raccolta, filtrata da piccole feritoie verticali. È uno spazio che invita al silenzio e alla riflessione, lontano dal flusso dei turisti. Le pareti e i pilastri conservano affreschi votivi databili tra l'XI e il XVI secolo, testimoni silenziosi di una devozione che attraversa il tempo. In fondo, nell'abside centrale, si trova un pregevole crocifisso ligneo del XVI secolo.
Il campanile, avviato dai benedettini nel XII secolo e completato dai francescani nel XIV, chiude il complesso con la sua mole quadrata coronata da quattro pinnacoli e da una copertura conica.