Cinquanta milioni di anni fa, dove oggi si stendono i vigneti e i boschi della Val d'Alpone, c'era un mare tropicale poco profondo, caldo e brulicante di vita. Quel mare se n'è andato da tempo, ma ha lasciato dietro di sé uno dei più straordinari archivi della storia della Terra: i fossili di Bolca, conosciuti e studiati in tutto il mondo da oltre quattro secoli.
Un mare tropicale di 50 milioni di anni fa
Siamo nell'Eocene, l'epoca geologica in cui i mammiferi cominciavano a diversificarsi e il clima del pianeta era molto più caldo di oggi. La zona di Bolca era una laguna costiera vicina a un arcipelago di vulcani, in un ambiente simile a quello delle attuali barriere coralline. Quando i pesci e gli altri organismi morivano, finivano sul fondale privo di ossigeno e venivano sepolti da finissimi sedimenti calcarei: condizioni perfette per una conservazione eccezionale.
Il risultato è ciò che gli studiosi chiamano un giacimento a conservazione straordinaria. Nelle lastre di pietra non si leggono soltanto le ossa, ma anche le sagome dei corpi, le pinne, a volte persino tracce dei colori e dei tessuti molli. Si contano oltre 250 specie di pesci, ma anche piante, alghe, crostacei, insetti e rettili: una fotografia completa di un ecosistema scomparso.
La Pesciara e il Monte Postale
I fossili provengono soprattutto da due siti che si trovano sopra l'abitato di Bolca, frazione montana del comune di Vestenanova: la Pesciara e il Monte Postale. La Pesciara, il cui nome racconta da solo la sua storia, è una cava scavata nella roccia da generazioni di cavatori locali, gli stessi che fin dal Cinquecento estraevano le lastre destinate ai musei e alle collezioni di mezza Europa.
Ancora oggi l'attività di scavo prosegue in forma controllata e i due siti, con i loro fronti di cava e i pannelli illustrativi, raccontano al visitatore come nasce un fossile e come lo si riporta alla luce. È un piccolo viaggio nel tempo profondo, a due passi dai sentieri dei Monti Lessini.
Il Museo dei Fossili di Bolca
Per capire davvero cosa custodiscono queste colline, la tappa obbligata è il Museo dei Fossili di Bolca, allestito nel borgo. Le vetrine espongono pesci, foglie e creature marine perfetti nei dettagli, accompagnati da ricostruzioni dell'ambiente eocenico. La parte più spettacolare della collezione storica si trova però a valle, in città: il Museo di Storia Naturale di Verona conserva alcuni dei reperti di Bolca più celebri e meglio conservati al mondo. Vale la pena vedere entrambi per cogliere il filo che lega la montagna alla città.
Tra una visita al museo e una passeggiata sulle colline, c'è un altro capitolo che lega questa valle al territorio: la cucina. Selvaggina dei boschi vicini, pesci di valle cucinati nei modi della tradizione veneto-vicentina, paste fresche fatte in casa con i sughi della stagione. La Val d'Alpone è anche una terra di tavola, e ha le sue dispense d'eccezione, dove la tradizione passa di mano in mano da generazioni.
Un consiglio per la tavola
Dove fermarsi a mangiare in zona
Dopo una mattinata tra fossili e colline vulcaniche, la fame si fa sentire: a pochi minuti, a Terrossa di Roncà, Antica Trattoria Fattori (Dal 1929) porta in tavola la cucina del territorio: paste fatte in casa, selvaggina, il celebre baccalà alla vicentina e i vini delle colline.
location_onVia Piazza Terrossa 36, Roncà (VR)
call+39 045 746 0133
languageanticatrattoriafattori.com
Come arrivare e cosa vedere intorno
Bolca si raggiunge salendo da Roncà e dalla Val d'Alpone lungo strade panoramiche che attraversano vigneti e contrade. Tutt'intorno è la stessa terra che ha generato i fossili: colline di origine vulcanica, basalti scuri e quei vini di alta collina, come il Durello, che dei vulcani conservano il carattere. Una giornata a Bolca si combina facilmente con una passeggiata sui Lessini o con una visita al vicino borgo di Soave.
Tra geologia, paesaggio e buona tavola, le colline a est di Verona regalano un'esperienza diversa dal solito itinerario cittadino: lenta, autentica e profondamente legata al territorio.