L'ipogeo di Santa Maria in Stelle: tremila anni di storia tra affreschi paleocristiani e misteri romani
Ci sono luoghi che sorprendono non per ciò che mostrano in superficie, ma per quello che nascondono sotto. L'ipogeo di Santa Maria in Stelle è uno di questi: una struttura sotterranea di età romana, incastonata nella frazione omonima all'inizio della Valpantena, nel comune di Verona, che riesce a condensare in pochi ambienti secoli di storia, arte e spiritualità.
Conosciuto anche come il Pantheon di Santa Maria in Stelle, questo sito archeologico non è esattamente dietro l'angolo rispetto al centro storico, ma vale ogni chilometro del tragitto. Anzi, la sua posizione appartata contribuisce a renderlo ancora più speciale: un posto che si guadagna, e che per questo rimane impresso nella memoria di chi lo visita.
La storia
La storia di questo luogo affonda le radici nel III secolo d.C., quando un nobile romano di nome Publio Pomponio Corneliano fece costruire la struttura sotterranea insieme alla moglie e ai figli. Il suo nome è ancora leggibile in un'iscrizione sull'architrave dell'ingresso originario, e la sua figura è probabilmente quella rappresentata in una statua collocata in una nicchia all'interno. La destinazione originaria dell'ipogeo non è del tutto certa: potrebbe essere stato concepito come cenotafio della famiglia Pomponia, ovvero un monumento funerario, ma la presenza di una sorgente che sgorga naturalmente all'interno dello spazio ha fatto avanzare anche altre ipotesi. Qualcuno ritiene che potesse trattarsi di un acquedotto, altri di un ninfeo — un luogo dedicato al culto delle ninfe, divinità alle quali Corneliano era devoto.
Qualunque fosse la sua funzione originaria, nel corso del IV secolo l'ipogeo cambiò radicalmente destinazione. Prima monumento funerario di carattere cristiano, poi, agli inizi del V secolo, una vera e propria cappella aperta al culto. È in questo periodo che vennero realizzate le decorazioni che ancora oggi rendono il sito così straordinario: pavimentazioni a mosaico e cicli di affreschi che fanno di questo spazio sotterraneo uno degli esempi più significativi di arte paleocristiana nell'intera Italia settentrionale.
La struttura
La struttura si articola a partire da una vasca semicircolare scavata nella roccia, dove le acque della sorgente sotterranea si decantano prima di essere convogliate in un lungo corridoio a volta di circa cento metri, intervallato da quattro pozzi. Scendendo una quindicina di scalini, ci si trova in un piccolo atrio a forma di croce che dà accesso a due grandi stanze absidate, coperte da semicupole con aperture circolari al centro.
È qui che si concentra il meglio. Nell'aula di sinistra gli affreschi sono quasi interamente conservati: scene tratte dall'Antico e dal Nuovo Testamento si alternano lungo le pareti, separate da finte lesene e incorniciate da fasce orizzontali rosse. L'interpretazione prevalente vuole che questo ambiente fosse uno spazio di catechesi, dedicato alla preparazione al battesimo. Particolarmente sorprendente è la decorazione della semicupola, dove una serie di cilindri concentrici dai colori diversi richiama forse i rotoli delle Sacre Scritture, oppure imita la tecnica costruttiva dei tubi in terracotta. Anche il mosaico pavimentale di questa sala è sostanzialmente integro, con i suoi motivi geometrici in rosso scuro su fondo bianco e le decorazioni vegetali che incorniciano le specchiature rettangolari e semicircolari.
Nell'aula di destra si conserva invece una raffigurazione della Manus Dei, la Mano di Dio, databile tra l'VIII e il IX secolo, testimonianza della continuità d'uso del sito nel Medioevo. E nella volta dello spazio di sinistra campeggia una Vergine con il Bambino tra due angeli, su un cielo stellato che, secondo la tradizione, diede il nome alla cappella e alla frazione stessa.
Il restauro
Il sito è stato oggetto di un lungo e accurato restauro, condotto tra il 2016 e il 2019, per contrastare i danni causati dall'elevata umidità del microclima interno. Al termine dei lavori, nel 2020, è stato installato un nuovo impianto di illuminazione progettato per trasformare la visita in un'esperienza coinvolgente: la guida, attraverso un'app, accende progressivamente un'area alla volta, accompagnando i visitatori attraverso la storia del luogo come se stessero sfogliando un libro di pietra e colore.
Se sei a Verona e vuoi scoprire qualcosa di davvero insolito, lontano dai percorsi più battuti, l'ipogeo di Santa Maria in Stelle è una piccola grande meraviglia che ti aspetta sotto terra!