Un edificio che ha ospitato Napoleone, Radetzky e una galleria d'arte
Pochi edifici raccontano la storia di una città con la stessa intensità di Palazzo Emilei Forti, meglio noto come Palazzo Forti. Situato nel centro storico di Verona, questo straordinario palazzo civile è una vera e propria stratificazione di epoche, stili e vicende storiche che si intrecciano lungo quasi duemila anni.
Le origini del sito risalgono all'età romana: durante i lavori di consolidamento delle fondazioni, negli anni Ottanta del Novecento, gli operai portarono alla luce una strada lastricata di epoca tardo-repubblicana, risalente al I secolo a.C., e i resti di una domus abitata fino al V secolo d.C. Un dettaglio che già da solo vale la visita.
Nel Duecento, sull'area sorsero le prime strutture medievali, volute dalle famiglie nobili che si succedettero nella proprietà. Il palazzo divenne ben presto un simbolo di potere: tra il 1249 e il 1254 fu scelto come residenza dal temuto Ezzelino III da Romano. Dell'ala che porta ancora il suo nome, la cosiddetta ala ezzeliniana, si conserva ancora oggi una splendida triplice arcata esterna, uno degli elementi architettonici più affascinanti dell'intero complesso.
Nei secoli successivi il palazzo passò attraverso mani illustri e trasformazioni continue. La famiglia Emilei ne fu proprietaria per secoli, commissionando interventi di ampliamento tra il Quattrocento e il Seicento. Ma è la ristrutturazione di fine Settecento, affidata all'architetto Ignazio Pellegrini, a dargli l'aspetto che in gran parte conserva ancora oggi: una facciata sobria ed elegante, impreziosita da un doppio portale d'ingresso con arcate gemelle e bugnato rustico, pensato per colpire il passante proprio per la ristrettezza della strada antistante.
Tra le pagine più affascinanti della sua storia c'è il soggiorno di Napoleone Bonaparte, che qui stabilì il suo quartier generale durante la campagna d'Italia. Pochi anni dopo, tra il 1849 e il 1853, il palazzo ospitò il feldmaresciallo Josef Radetzky, che lo destinò a sede governativa di rappresentanza. Di quel periodo resta, nel cortile interno, uno straordinario affresco in stile neogotico che crea un'illusione ottica di grande effetto.
Nel 1935 Achille Forti, ultimo discendente della famiglia che aveva acquisito il palazzo a metà Ottocento, lasciò per testamento l'edificio e le sue collezioni d'arte al Comune di Verona. Nel 1938 aprirono qui la Galleria d'arte moderna e il Museo del Risorgimento. Negli anni seguenti il palazzo ospitò anche il museo AMO, dedicato al mondo dell'opera lirica.
Oggi Palazzo Forti è gestito dalla Fondazione Cariverona e continua a essere uno dei luoghi più suggestivi del centro storico veronese. Passeggiando tra i suoi ambienti, si attraversano epoche diverse: dai basamenti romani all'ala medievale, dagli affreschi neogotici alla facciata neoclassica. Un percorso unico, dove ogni angolo racconta qualcosa di diverso.