Poche immagini raccontano il Medioevo veneto come il profilo di Soave: un borgo raccolto dentro una cinta di mura merlate che salgono lungo il colle fino al castello, tra filari di vigne che producono uno dei bianchi italiani più conosciuti al mondo. Siamo a una ventina di chilometri a est di Verona, all'imbocco della Val d'Alpone, in un paese che sembra fermo nel tempo.
Il Castello Scaligero
Il Castello Scaligero domina l'abitato dall'alto del colle. La fortezza, ampliata e potenziata dagli Scaligeri nel Trecento, conserva il mastio, i camminamenti di ronda e tre cortili che si attraversano salendo verso il punto più alto. Da lassù lo sguardo spazia sulla pianura veronese e sulle colline del vino. L'aspetto attuale, fiabesco e perfettamente conservato, si deve anche al grande restauro ottocentesco voluto dal senatore Giulio Camuzzoni, che salvò il complesso dal degrado.
La particolarità di Soave è proprio il legame tra il castello e il paese: dalle torri della rocca le mura scendono ad abbracciare l'intero borgo, con le loro 24 torri, formando uno dei sistemi fortificati medievali meglio conservati del Veneto.
Tra le mura: cosa vedere nel borgo
Si entra in centro dalle antiche porte e ci si ritrova in un dedalo di vie acciottolate. Il cuore è Piazza Antenna, su cui si affacciano eleganti palazzi gotici come il Palazzo di Giustizia e il Palazzo Scaligero, oggi sede municipale. Vale la pena perdersi tra le botteghe, fermarsi davanti alle case affrescate e raggiungere la chiesa parrocchiale. Tutto, a Soave, si gira comodamente a piedi.
Soave, città del vino
Il nome di Soave è indissolubilmente legato al suo vino bianco, prodotto qui da secoli a partire soprattutto dall'uva Garganega. Le colline intorno al borgo, di origine vulcanica e calcarea, danno vini freschi, sapidi e longevi, dal Soave classico fino alle versioni più strutturate. Numerose cantine del paese e dei dintorni accolgono i visitatori per degustazioni e visite tra i vigneti, lungo un itinerario del gusto che è ormai parte integrante della visita.
Il vino di Soave è soprattutto un vino di tavola: bianco fresco, di buona struttura, fatto per accompagnare. Nei paesi tra Soave e Roncà, dove il vino nasce, la cucina si è plasmata su questo bianco: paste fresche, pesci di mare cucinati alla vicentina, selvaggina di valle. È in questo angolo del Veneto, fra cantina e tavola, che si capisce davvero il legame fra collina e gusto.
Un consiglio per la tavola
Dove fermarsi a mangiare in zona
Dopo una passeggiata tra le mura e un calice di Soave in cantina, vale la pena scendere di pochi chilometri verso la Val d'Alpone: a Terrossa di Roncà, Antica Trattoria Fattori (Dal 1929) porta in tavola la cucina del territorio: paste fatte in casa, selvaggina, il celebre baccalà alla vicentina e i vini delle colline.
location_onVia Piazza Terrossa 36, Roncà (VR)
call+39 045 746 0133
languageanticatrattoriafattori.com
Quando andare e come arrivare
Soave dista circa 25 chilometri da Verona ed è comodissima da raggiungere: l'uscita autostradale Soave-San Bonifacio della A4 è a pochi minuti dal centro. Ogni periodo dell'anno ha il suo fascino, ma il momento più vivace è l'autunno, quando la tradizionale festa dell'uva di settembre anima le strade del borgo tra carri, vino nuovo e specialità locali.
Mura, vino e buona cucina: Soave e la vicina Val d'Alpone si visitano insieme in una sola, piacevole giornata fuori porta.